Humans in motion

Storie di passeggeri in transito

  • Chiara Alberini

Una giornata andata... in fumo

Updated: May 10

Siamo partiti da Glasgow, abbiamo attraversato il Caringorms National Park sotto la pioggia, poi da Inverness abbiamo preso la strada costiera sul Mare del Nord, sempre con un meteo decisamente brutto. Attilio al volante ha fatto davvero un ottimo lavoro perchè oltre alla furia degli elementi ha dovuto affrontare anche la guida inversa. Abbiamo tagliato attraverso un paesaggio lunare, diviso tra basse dune ricoperte di erba gialla e un cielo plumbeo, e dopo quasi 6 ore di auto, siamo arrivati al cottage che avevamo affittato su Air Bnb. Una casetta bianca, con un piccolo ingresso vetrato (il classico conservatory). La casa è calda, grande, pulita e dopo tutte quelle ore di viaggio è un piacere entrare in uno spazio così confortevole. C'è anche la stufa con un po' di legna, pronta all'uso. Fuori soffia forte il vento, lo si vede dal moto delle pale eoliche all'orizzonte, ma decidiamo comunque di fare una passeggiata dopo cena, nella luce estiva della sera che si prolunga fino a quasi mezzanotte. Una stradina si spiega davanti ai nostri occhi, in fondo si stende il grigio Mare del Nord, la scogliera di Dunnet Head e più in là l'imponente profilo delle Orcadi. Dopo quattro passi nel gelo decidiamo di rifugiarci nel caldo dei nostri piumini che profumano di bucato. Nessuno di noi dorme bene. Alle 3 del mattino la luce è già a giorno e cerchiamo di riprendere sonno come possiamo. Al risveglio ci coglie di nuovo il maltempo, ma che dobbiamo fare? Abbiamo un giorno solo a disposizione e dobbiamo sfruttarlo. Andiamo a Dunnet Head a vedere il faro costruito dal nonno di Robert Louis Stevenson (lo scrittore dei Viaggi di Gulliver per intenderci). La guida dice che periodicamente devono sostituire i vetri del faro perchè rotti dalle pietre lanciate dal vento. Non stento a crederlo perchè nonostante due giacche e la cuffia fa freddissimo e fatico a tenere il telefono in mano per fare qualche foto. La pioggia non molla e tutti i nostri programmi di fare hiking per avvistare qualche animale autoctono finiscono nel cestino. Presi dallo sconforto risaliamo in macchina ed è qui che la nostra fortuna cambia. Ci ricordiamo di aver visto vicino al nostro cottage il cartello smokehouse e incuriositi decidiamo di seguirlo. Troviamo Christine e John, due simpatici signori che dopo una vita di lavori all'estero, si sono ritirati al nord e hanno comprato un affumicatore. Le loro specialità sono ovviamente il salmone, cotto e crudo, il merluzzo, le cozze, il cheddar delle Orcadi e, last but not least, capesante grosse come il pugnetto di un bambino, pescate a mano da un sub di loro conoscenza. Che dire... il buon cibo è sempre la migliore terapia alla sfortuna. Dopo una lauta spesona di cibi affumicati e l'acquisto di un paio di bianchi francesi, siamo tutti elettrizzati al pensiero della cena. Il risultato è (i nomi dei piatti sono un copyright di Attilio): come antipasto "sauté di capasanta al vino bianco e crostino con patè di trota" poi, come piatto forte, "spaghetti aglio olio e cozze affumicate al profumo di capasanta". Il viaggiatore non può vivere di soli paesaggi!

#Scozia #Highlands #RegnoUnito

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