Humans in motion

Storie di passeggeri in transito

  • Chiara Alberini

Tirare fiato a Manchester 

Updated: May 10

Siamo arrivati a Manchester da una decina di giorni in Italia, che non significa vivere la dolce vita, guidando una vespa al tramonto con l’Arena di Verona sullo sfondo. La visita in Italia, come ben sanno tutti quelli che hanno vissuto all’estero, non è esattamente una gita di piacere: è un pellegrinaggio, fatto di visite ai parenti, agli amici, burocrazie, visite mediche. Qualche giorno in patria tra la mancanza di riposo, il troppo cibo e il caldo, possono farti rimpiangere il vento sferzante dei climi più nordici che hai lasciato alle spalle. Superata questa fatica, con la solita mancanza di aplomb che mi contraddistingue, ossia lamentandomi molto e dormendo poco, abbiamo preso un aereo in direzione Manchester, una città del Regno Unito che non avevamo ancora visitato. Appena ho rivisto i cieli screziati di nuvoloni che avevo salutato un paio di settimane prima, ho ricominciato a respirare. Entrambi, infatti, mal sopportiamo i climi caldi ed è un mistero come abbiamo fatto a sopravvivere per tre anni in Israele. Qui, nonostante sia la metà di agosto, s’indossa volentieri il maglioncino: felicità! Il tassista fuori dall’aeroporto mi saluta con un cordiale “are you alright, love?”. Niente male come partenza per questi due giorni di decompressione. Arriviamo in città a bordo del classico e scomodissimo taxi nero. Il nostro hotel si trova nella zona di Chinatown e, senza ombra di dubbio, decidiamo all’istante dove verranno spese le prossime tre cene. Siamo grandi fan della cucina asiatica, con una grande passione per cinese, coreano e thai, e quando troviamo i suddetti ristoranti non ci lasciamo sfuggire l’opportunità di provare qualche nuovo piatto. Dopo una lauta cena, facciamo una lunga passeggiata esplorativa per la città e il primo punto d’interesse che incontriamo è questa enorme piazza gremita di gente, al centro un’installazione di tanti getti d’acqua colorati, con una ventina di bambini di tutte le età e di tutte le etnie, che bagnati fradici vi corrono in mezzo, ridendo come pazzi. Un’attività che non è di certo insolita, guardando la calma con cui i genitori lì attorno vegliano sui pargoli intenti in questo gioco urbano estivo. In mancanza di una spiaggia, anche quattro spruzzi d’acqua possono servire allo scopo. If life gives you lemons… Manchester è una città con una grande quantità di immigrati, molto simile a Londra o a Parigi. Molti sono nel Regno Uniti da generazioni, con la loro attività avviata, integrati nel tessuto sociale e con un accento più British dei British originariamente autoctoni. In questo clima di intolleranza e paura che si sta diffondendo in Italia, fa bene sapere che la convivenza esiste, funziona ed è bella. Per quanto riguarda Manchester è un tratto caratteristico della città, che la rende vivace e interessante. La città è un tetris di moderni grattacieli di vetro, costruzioni di mattoni rossi e, con mia grande sorpresa, anche qualche edificio originale del Cinquecento che oggi ospita inn (locande) o pub storici. Manchester, a differenza di tante città europee non ha un cuore medievale, il che vuol dire che le strade sono spaziose e il traffico non è terribile. Nell’Ottocento, Manchester è stata un importante centro industriale, specializzato nella lavorazione del cotone. A questo proposito è interessante visitare il Museo della scienza e dell’industria che espone le macchine originali con cui si cardava e tesseva il cotone. Le macchine sono funzionanti e ad alcuni orari c’è un explainer che le attiva, ne spiega i meccanismi e racconta un po' di storia. Tra le altre cose, resto colpita dal fatto che fino ai primi del Novecento, tra gli operai ci fossero anche molti bambini. Il museo, che si trova su una vecchia linea ferroviaria, include anche la più vecchia stazione del mondo che risale al 1830 e contiene tutti gli arredi originali. La vita notturna di Manchester merita un paragrafo e forse è la parte più interessante della città. Su Canal Street si susseguono i locali, da comedy club a discoteche, fino ad arrivare al quartiere gay, tutto un arcobaleno. Di poco purtroppo abbiamo mancato il gay pride che si tiene a fine agosto e dura tre giorni. I pub sono rumorosi, strapieni e molto spesso hanno una venue per la musica live, che per quello che ho potuto vedere in questi mesi, è un elemento immancabile nella vita culturale del Regno Unito. Mentre eravamo a passeggio nella nostra ultima serata abbiamo camminato tra gruppi di giovinastri rumorosi che si dirigevano in qualche locale, probabilmente a sbronzarsi fino al mattino, commessi che chiudevano i negozi, le tipiche ragazze inglesi con i tacchi alti e la gonna corta nonostante la temperatura, e purtroppo anche molti senza tetto accampati per strada. Un'Inghilterra diversa, lontana dai ristoranti alla moda e dai business men di Londra, lontanissima dagli adorabili cottage circondati di fiori nella campagna, dai rumorosi universitari in barca a Cambridge. Un'Inghilterra più ruvida e complessa e per questo forse più interessante agli occhi di un'esploratrice. So long, Manchester! #Manchester #England #RegnoUnito


 

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