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Storie di passeggeri in transito

  • Chiara Alberini

St. Andrews: studio antropologico

Updated: May 10

Temperatura esterna 10 gradi, soffia un vento tagliente e salmastro e nel cielo si spande il grido di un gabbiano, ho trovato uno spazio per scrivere nella biblioteca dell’università, tra i dottorandi e qualche professore: mi sembra di essere Bastian nella Storia Infinita, manca solo la soffitta (che probabilmente è qui da qualche parte). Mi trovo in una grande chiesa gotica, convertita a luogo di studio, di studio molto serio; non vola una mosca, una decina di persone chine sul proprio portatile producono solamente il rumore dei tasti e persino una soffiata di naso qui sembrerebbe un gesto maleducato. Benvenuti a St. Andrews, Scozia.

Questa piccola cittadina medievale affacciata sul mare del Nord ha due principali attrattive per il resto del mondo: il golf e l’università. Riguardo al primo non so dirvi molto a parte che qui vengono a giocare a golf tanti personaggi famosi, tra cui il mio spirito-guida Bill Murray.

Mentre sull'università posso dirvi che è molto antica ed è una tra le migliori del Regno Unito.

La città stessa è l’università: i vari dipartimenti si trovano disseminati tra gli edifici in tutto il piccolo centro. Ogni dipartimento ha una sua sede che sembra più un'abitazione privata che un luogo di lavoro; quello di storia medievale, ad esempio, si trova in un villino neogotico che si erge nel mezzo di un delizioso giardino con panchine e aiuole di tulipani, narcisi, violette.

A St. Andrews per le strade passeggiano gli studenti, nei prati pranzano gli studenti, al pub si ubriacano gli studenti o almeno quelli che hanno l’età per farlo. Mi diverte osservare dall’esterno, con lo stesso spirito dello storico manzoniano, e vedere la piccola popolazione che si muove in questo quadretto, ma nello stesso tempo, mi coglie un moto di nostalgia quando penso a quanto mi sarebbe piaciuto, ai tempi dell’università, poter studiare qui, in un luogo che trasuda storia e in cui si possono incontrare persone di tutto il mondo con cui scambiare qualche conversazione intelligente.

Ah, being young and in St. Andrews!

Ogni tanto per la strada si vede qualche gruppetto di neolaureati avvolti nella tipica toga alla Hogwarts che passeggiano verso il porticciolo per farsi la foto di rito sul molo.

Non posso evitare di raccontarvi che proprio qui, nel 2001, si sono incontrati il Principe William e Kate Middelton. Il Northpoint Cafe testimonia ancora il loro primo appuntamento con un banner in vetrina: "Where Kate met Wills (for coffee)". Si dice che proprio in quell’anno, a seguito della notizia del trasferimento di His Royal Highness all’università scozzese, le richieste d’iscrizione siano triplicate.

Se al centro della città abbondano le squadre di spensierati sbarbatelli, appena fuori dalle mura antiche, di cui si è conservata solamente una porta, un’altra categoria antropologica detta legge: gli ottantenni. Oltre ad essere un ottimo posto per studiare infatti, St. Andrews, è anche il luogo ideale per il cosiddetto buen retiro.

Ah, being eighty and in St. Andrews!

Alla mattina, appena pochi istanti prima dell’arrivo dell’autobus, cinque o sei arzilli vecchietti escono dalle loro case e, puntuali e svelti, si dirigono alla fermata, armati di trepiede o di trolley per la spesa. I mezzi pubblici in Scozia sono estremamente puntuali e gli anziani, nella loro infinita saggezza, aspettano fino all’ultimo prima di uscire nell'inclemente clima nordico. Di giorno li si incontra nei bar a sorseggiare litri di cappuccino oppure al supermercato, sempre pieni di una cortesia talmente esasperata da sfociare quasi nel passivo-aggressivo. Dopo settimane di osservazioni sul campo ho maturato la convinzione infatti, che quando una granny ti dice "Sorry", ti stia in realtà dicendo "Str***o".

#Scozia #StAndrews #RegnoUnito


 

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