Humans in motion

Storie di passeggeri in transito

  • Chiara Alberini

In lockdown a Tel Aviv

La storia di Greta


Era una calda estate di qualche anno fa e mi ero da poco trasferita a Tel Aviv. Non conoscevo nessuno. Ho pensato di frequentare delle lezioni di yoga per fare qualche conoscenza. Si tenevano in un parco di fronte al mare, all’ombra dell’Hilton Hotel. Non avevo mai fatto yoga prima ma, mi sono detta, se nessuno mi conosce non c’è il rischio di fare figuracce.

Appena arrivo al posto una ragazza mi rivolge la parola. “Are you Italian?”. “Yes” rispondo. Anche lei era italiana, una romana allegra e spigliata. Per un caso della sorte abitavamo nella stessa via ma non ci eravamo mai viste. Per un caso della sorte frequentava un master a St Andrews, dove io avevo appena passato alcuni mesi. Finalmente avevo un’amica. La mia prima amica a Tel Aviv. Era il luglio del 2014 e Israele era in conflitto con Gaza. Abbiamo passato due mesi tra allarmi antiaerei e corse nei rifugi. È stato uno dei momenti più terrificanti della mia vita, ma il fatto che anche Greta fosse lì, a pochi portoni di distanza, mi rincuorava. Sia lo yoga, sia Greta da allora fanno felicemente parte della mia vita. Ora, dopo alcune peripezie, lei è di nuovo a Tel Aviv, dove vive con il suo fidanzato israeliano. Le ho chiesto di raccontarci come sono stati i giorni del lockdown in Israele.


Sono in Israele da Dicembre 2019. Io e il mio ragazzo avremmo dovuto rientrare in Italia a Giugno, ma è ormai chiaro che non sarà possibile.

In questi mesi, sinceramente, non mi sono sentita come nel mezzo di una pandemia perchè le misure prese dal governo israeliano mi sono sembrate piuttosto permissive. Hanno naturalmente chiuso le aziende, che ora stanno gradualmente riaprendo, ma le persone hanno continuato ad uscire, me inclusa. Solamente in corrispondenza delle festività religiose ebraiche (la Pasqua ebraica si è festeggiata dall’8 al 16 Aprile) c’è stato un vero coprifuoco perchè lo Stato ha voluto impedire che le persone s’incontrassero con i parenti. A parte questo la vita è proseguita piuttosto normalmente.

Paradossalmente credo che il Covid19 abbia accelerato alcuni processi, piuttosto che rallentarli. Qui andare al supermercato è un’operazione che richiede parecchio tempo: le file alle casse sono lunghe, disordinate e si muovono lentamente. Molto diversamente da come siamo abituati in Italia. Ora, con le nuove misure, le persone non si affollano più nei supermercati e le code si sono in qualche modo accorciate.

Inizialmente, quando l’epidemia ha cominciato a diffondersi in Italia mi sembrava di impazzire, sapendo che tutti i miei cari si trovavano lì, nell’epicentro della crisi. Mi sentivo completamente inutile, stando qui a più di 4000 chilometri di distanza. Comunque, in qualche modo, quando ho superato questo primo momento di panico iniziale, la sensazione predominante è che questa situazione mi abbia reso “più umile”, in un certo senso. Ha reso tutti noi più umili.

Ad oggi, si vocifera che non ci saranno voli da e per l’Europa fino a Settembre, il che significa che non dovrò preoccuparmi di sistemare la mia situazione con il visto israeliano, che è un altro grosso problema che mi ha preoccupato nell’ultimo periodo.

Penso che questa pandemia avrà un netto impatto sulla maniera in cui viaggiamo. Penso che i giorni in cui potevamo trovare biglietti aerei a prezzi ridicolmente bassi siano finiti. Viaggiare non sarà più spontaneo come è stato finora ma non sarà certo questo ad impedirmi di vivere all’estero. Le opportunità lavorative in Italia non sono molte per me e quella del rientro a casa non è una strada percorribile. Mia nonna è emigrata in Argentina nel 1948 e impiegò tre settimane per arrivare a destinazione, le lettere impiegavano un mese per arrivare e le telefonate erano un lusso per pochi. Al giorno d’oggi abbiamo il privilegio della tecnologia, ce la farò sicuramente a sentirmi comunque connessa con la mia famiglia, esattamente come se fossi in Italia con loro.


#humansinmotion #Israele #TelAviv


Greta all'Israel Museum, Gerusalemme


 

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