Humans in motion

Storie di passeggeri in transito

  • Chiara Alberini

Humans in motion: un nuovo spazio del blog

Updated: May 10

Mi ricordo benissimo la prima volta a Parigi. Era il settembre di otto anni fa e Attilio si era appena trasferito per trascorrere sei mesi del suo dottorato all’École normale supérieure. Un'altra partenza nel percorso della nostra storia insieme che ci avrebbe separato e non sarebbe stata l’ultima, ma allora non potevamo ancora saperlo. Saremmo stati in due paesi diversi per quello che ci sembrava un periodo lunghissimo, ma davanti a noi si apriva un ventaglio di avventure parigine, incontri negli aeroporti e telefonate Skype fino a tarda sera. Non una convivenza convenzionale, ma di certo non priva di emozioni! Io sono partita per dieci giorni con un piccolo bagaglio a mano, su un volo EasyJet praticamente vuoto. Ricordo l’emozione di scendere di quota e vedere il reticolo luminoso di Parigi con al centro il piccolo e brillante gioiellino della Tour Eiffel. Otto anni di viaggi dopo, è ancora una delle viste più belle da un finestrino di un aereo. Quei primi dieci giorni a Parigi sono passati in un soffio. Nonostante fossimo entrambi squattrinati, ci siamo goduti e girati la città da cima a fondo, sentendoci un po’ come gli sbandati scrittori dei ruggenti anni Venti che vivevano nelle soffitte del Quartiere Latino, con la differenza che noi stavamo dall'altra parte della città, in una stanza piena di spifferi in Rue de Belville, a due numeri civici dalla casa dov’era nata Edith Piaf. Assieme a quella ventata di novità che era arrivata nella nostra vita però, anche una serie di difficoltà si erano susseguite una dietro l’altra in quei primi giorni di settembre. Attilio era partito con l’esigua borsa di studio del dottorato italiano e doveva cercarsi una stanza, facendosi strada nella giungla del carissimo e competitivo mercato immobiliare di Parigi, mentre io, a casa, cercavo di far quadrare i conti del nostro piccolo bilocale con uno stipendio da apprendista. Ricordo ancora quelle telefonate piene di dubbi, insicurezze e nostalgia. Essere italiani in Francia, non conoscere bene la lingua ed essere senza soldi non è certo una combinazione vincente per iniziare una vita a Parigi. Mai come allora è apparso evidente che essere straniero in terra straniera è scomodo e spiacevole. Più i giorni passavano, più ogni cosa sembrava difficile, ma continuando a remare controcorrente, ad un certo punto si è ristabilita una certa normalità che si poteva quasi chiamare quotidianità. Sono stati sei mesi avventurosi e durissimi che hanno segnato la nostra vita per sempre, in positivo e in negativo. Sono tornata a Parigi molte altre volte ed è sempre un po’ come tornare a casa, con quella sensazione di familiarità che solo uno spesso strato di ricordi riesce a creare. Ho un legame speciale con questa città e per questo ho scelto di partire da qui per il nuovo spazio del blog - Humans in motion – dove intervisterò persone diverse che hanno scelto di vivere all’estero. Non si parlerà solo delle città o dei paesi, non ci saranno consigli su dove mangiare o come prendere il taxi dall’aeroporto, si tratta di un progetto che, attraverso le parole di persone reali, vuole mettere a nudo quali sono le motivazioni, le sfide, i pensieri di chi decide di abbandonare il proprio paese, la propria rete di supporto per trasferirsi altrove. La mia generazione ne ha visti tanti prendere e partire, io per prima ho vissuto in tanti posti fuori dall’Italia, trovandomi spesso a confronto con altri expat e le loro storie; tra tanti posti meravigliosi che ho visitato, esperienze uniche che ho vissuto finora, il vero sale sono sempre stati gli altri umani che ho conosciuto: forti, creativi, coraggiosi, resilienti come personaggi letterari. In un clima politico e sociale dove si è indotti ad aver paura del diverso e dello straniero, voglio raccontare le storie di chi non ha avuto paura del cambiamento e di chi fa le valigie e diventa lo straniero in un altro paese. Per anni ho cercato di trovare la mia voce attraverso la scrittura e di me c’è tanto in questo nuovo progetto. Del resto mi hanno sempre detto di scrivere ciò che conosco. A tutti i miei dieci lettori, buon viaggio! Ci sentiamo presto con la prima intervista.

#humansinmotion #Parigi #Francia



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