Humans in motion

Storie di passeggeri in transito

  • Chiara Alberini

Harry Potter a Edimburgo

Updated: May 10

Avviso ai lettori: in fondo all'articolo troverete tutti i link utili. Potrete scoprire a che casa di Hogwarts appartenete e a che casa appartengo io!


Anni fa andavo ogni sabato mattina a fare lezione d'inglese da Daniel, un inglese sposato con una veronese della Valpolicella. Le lezioni erano di conversazione, si sceglieva un argomento e ne parlavamo per un'ora e mezza. Dai film, alla musica, alla cucina, ai libri: il mio insegnante era davvero un tuttologo. Un giorno mi disse: "Vedrai, tra qualche anno nessuno parlerà più di Harry Potter". Era il 2013. Oggi, a sei anni di distanza, il fenomeno non sembra essersi esaurito, anzi. Nonostante J.K. Rowling non abbia aggiunto altri romanzi alla saga, dopo Harry Potter e i Doni della Morte, il franchising del mago adolescente è ancora un'enorme macchina macina-soldi, e io ne sono felice (almeno in parte). Il mondo di Hogwarts è uno dei miei guilty pleasures. Quando sono triste, ho l'influenza, ho bisogno di una coccola, non c'è terapia migliore di uno degli audiolibri della saga, letti da Pannofino su Audible. È una fuga dalla realtà dove i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi e tutti i problemi possono essere risolti da una cioccorana e una pinta di burrobirra.


Avendo abitato in Israele per tre anni, non posso che fare un parallelismo un po' blasfemo: Edimburgo è la Gerusalemme dei Potteriani. Come a Gerusalemme non è raro vedere alcuni individui vestiti come personaggi del Vecchio e Nuovo testamento (esiste un disturbo conosciuto come Sindrome di Gerusalemme), così a Edimburgo c'è qualcuno convinto di aver ricevuto una lettera da Hogwarts. A volte è difficile distinguere giovani universitari che attentano maldestri tentativi di moda hipster dai Potteriani, dato che gli accessori sono simili, mentre a volte invece è facile, perchè, oltre alla sciarpa a righe e agli occhiali tondi dal bordo dorato, hanno pure la bacchetta.

Oltre al cosplay o se vogliamo chiamarlo con il nome clinico, Sindrome di Harry Potter, ci sono altre sfumature di Potterismo. L'Università di St Andrews, per esempio, ha una sua squadra di quiddich babbano che si allena due volte alla settimana. Se volete scoprire come risolvono la meccanica della scopa che per ovvi motivi gravitazionali non può volare, potete guardare questo video.

Per i Potteriani più moderati, categoria di cui io faccio parte, ci sono alcuni luoghi sacri: la stazione di Kingscross a Londra, il bellissimo viadotto ferroviario di Glenfiddich nelle Highlands, che si può anche percorrere a bordo dell'originale Hogwarts Express, alias Jacobite Train, che va da Fort William a Mallaig e, infine, la città di Edimburgo, dove la Rowling ha scritto la maggior parte della saga e dove si ritrovano tanti dei luoghi che hanno ispirato la creazione dell’universo magico di Potter. Per amor di cronaca e spirito investigativo, non potevo esimermi dal prendere parte al Free Harry Potter Tour a Edimburgo, la scorsa domenica. Speravo di incontrare almeno un Potteriano ultraortodosso, per rubare qualche scatto interessante, ma purtroppo tutti i miei compagni di avventura si sono rivelati essere abbastanza sobri. Il tour, guidato da un entusiasta edimburghese, ex capitano di una squadra di quiddich babbano, ci ha portato sulla Walk of Fame di Edimburgo, dove J.K. Rowling ha lasciato le impronte delle mani in stile Hollywood; poi al Balmoral Hotel, dove la scrittrice ha portato a termine I doni della morte accrescendo il prezzo del soggiorno nella stanza a 1000£ a notte; a Victoria Street, che molti sostengono essere stata l’ispirazione per Diagon Alley, ma in realtà questo merito viene reclamato da diverse vie di York, Glasgow e Londra; alla Elephant House, uno dei cafè preferiti dall'autrice e dove ora migliaia di pellegrini lasciano scritte nel bagno; ed infine al suggestivo Greyfriars Cemetery dove si trova nientemeno che la pietra tombale che ha ispirato il nome di Tom Riddle.

La storia che più mi è rimasta nel cuore durante questo divertente pomeriggio, è stata quella sulla prima recensione di Harry Potter e la Pietra Filosofale. L’editore, indeciso se pubblicare o meno questo libro, ha chiesto il parere della figlia di otto anni, che in merito ha scritto qualcosa come “it’s full of excitement and it gave me a warm feeling inside”; ed è secondo me proprio questo equilibrio tra avventura e conforto, quella sensazione di calore nello stomaco, che ha reso Harry Potter uno dei personaggi più amati al mondo. La saga del mago è la classica lettura da fare con la testa sotto le coperte in una serata piovosa come Bastian della Storia Infinita e contiene tutto: avventura, amicizia, romanticismo e qualche risata.

Ogni 30 secondi nel mondo qualcuno comincia a leggere per la prima volta Harry Potter e la Pietra Filosofale ed entra così in questo universo speciale, facendo la conoscenza di personaggi affascinanti e buffi allo stesso tempo. Questo pensiero mi catapulta ad un lungo e scuro pomeriggio d'autunno alle scuole medie, quando per la prima volta ho aperto la prima edizione Salani cartonata e profumata di nuovo, e ho conosciuto Harry, Ron, Hermione e Silente. Un pomeriggio indimenticabile.

Per chiudere il cerchio: ecco, no, il mondo non ha ancora dimenticato di Harry Potter.

#Edimburgo #Scozia #RegnoUnito

Sei uno di quei fortunati che non ha ancora letto la saga di Harry Potter? L'autunno è il momento perfetto per cominciare!

Harry Potter e la pietra filosofale (1997)

Harry Potter e la camera dei segreti (1998)

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (1999)

Harry Potter e il calice di fuoco (2000)

Harry Potter e l'Ordine della Fenice (2003)

Harry Potter e il principe mezzosangue (2005)

Harry Potter e i Doni della Morte (2007)


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Io appartengo (ovviamente) alla casa di Grifondoro!


 

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